Ridurre lo stress e cercare la normalità di questi tempi è un vero atto di coraggio e fiducia nel futuro, ma è un atto dovuto a noi stessi, per mantenere l’equilibrio e la fiducia nel futuro.

Non voglio credere che persone con un sano senso di sopravvivenza vogliano entrare nelle pagine di una storia che racconta di sfacelo e autodistruzione, come conseguenza di un virus che ha avuto il potere di prendere il controllo anche sulle nostre menti.

So per certo che nulla di quello che sta capitando in questi mesi, ormai da un anno, sia “normale”. Lo so perché lo vivo sulla mia pelle e perché lo condivido quasi ogni giorno con pazienti, familiari e amici.

La paura del contagio, la perdita di una persona cara, del lavoro, l’incertezza del futuro, il senso di impotenza e smarrimento, l’isolamento… mettono a dura prova la capacità di gestire le emozioni e portano all’inevitabile domanda circa le conseguenze future per la nostra salute mentale.

Quali saranno le conseguenze sulla nostra salute mentale?

Forse è ancora presto per capire l’impatto della pandemia sulla salute mentale, ma da quello che si va profilando, aumentano i sintomi psicopatologici e i disturbi legati ad ansia e stress

Certamente, lo stress diventa particolarmente acuto quando si verifica una situazione che non possiamo controllare.

Qualcosa che sfugge al nostro controllo ci fa sentire inevitabilmente bloccati e impotenti, smarriti e, infine, rassegnati. E nella rassegnazione si annida lo sconforto e la conseguente depressione. 

Il rischio più grande, però, è che le conseguenze di questo atteggiamento mentale possano perdurare anche dopo il periodo critico, anche quando la situazione migliora, e che possano rendere molto difficile ritrovare e tornare a vivere il presente con normalità

Gli aspetti che mettono a dura prova la salute mentale

Vorrei soffermarmi su questi 5 aspetti fondamentali che portano al malessere psicologico:

  • ansia e paura di ammalarsi fisicamente
  • senso di impotenza
  • perdita di controllo
  • solitudine da isolamento sociale 
  • difficoltà economiche.

Non è difficile immaginare il motivo, è sotto gli occhi di tutti, lampante, e anche comprensibile. Soprattutto perché l’essere umano è per sua natura spaventato dalla perdita. Da sempre.

Cosa spaventa e crea sofferenza?

Da sempre, ciò che spaventa è la perdita. Perdere è un’emozione molto più forte e più potente anche della conquista e del guadagno

E a causa di questa pandemia di perdite se ne subiscono tante: da quella delle persone care a quella della libertà, della sicurezza, alla perdita economica. 

Si perdono anche la fiducia, la fede che le cose possano infine volgere al meglio. Non aiutano le notizie ballerine su eventuali nuovi provvedimenti, sulla efficacia o disponibilità dei vaccini, sulla precarietà della sanità pubblica, messa a dura prova delle emergenze e dei tassi di positività e dei ricoveri. 

I vari lockdown, restrizioni, chiusure, coprifuoco – insomma tutte le strategie preventive messe in atto per evitare le ondate Covid – arrivano come pugni nello stomaco di quanti vivono con estremo disagio l’isolamento e l’allontanamento fisico e sociale, di quanti non accettano limitazioni della libertà di spostamento, della libertà di poter incontrare i loro familiari.

E poi, ancora più da vicino, la condizione economica messa a repentaglio dalla riduzione o dalla perdita del lavoro, che si vanno ad aggiungere all’allerta del contagio, alla paura di contrarre la malattia.

Ma non solo. Tutto questo si accompagna anche a una ridotta capacità di movimento che, per molti, può lentamente trasformarsi in una forma di immobilismo rassegnato che finisce per penalizzare lo stile di vita, dall’attività fisica alla dieta alimentare

Per far fronte alle conseguenze psicologiche della pandemia, in tanti stati Europei sono nati programmi assistenziali per la salute mentale.

In Italia è attivo il numero verde di supporto psicologico – 800 833 833 – voluto dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile. 

Come ridurre lo stress per limitarne i danni?

Sebbene quando la paura ci mette con le spalle al muro, siamo portati a perdere il controllo della situazione, possiamo ridurre il carico di stress e delle emozioni destabilizzanti per limitare i danni e le conseguenze sulla nostra salute mentale. 

Questi suggerimenti che seguono, sono gli stessi che condivido con i miei pazienti, e possono diventare ottimi strumenti per contrastare ansia e depressione causate da paura, smarrimento e precarietà.

1. Mantenere l’autocontrollo e il senso di sé

Mantenere l’autocontrollo significa non cadere nella spirale della paura che – lasciata agire sullo stato d’animo quotidiano – non giova e, anzi, annebbia i pensieri e scioglie le briglie alle sensazioni più nefaste, innescando meccanismi pericolosi e dalle conseguenze che sfuggono al controllo di emozioni e reazioni.

In particolare, la paura di massa porta ad amplificare il panico e alla perdita del senso di sé.

È normale in una situazione come quella della pandemia vedere comportamenti che si generano per osmosi, ma è anche sano mantenere sempre il senso di sé.

Il Sé può essere molto più forte dell’Io che sperimenta la paura. Il Sé è la visione distaccata, lo sguardo lucido capace di andare oltre, quello che possiamo scoprire proprio nelle condizioni più difficili.

2. Non entrare nel flusso delle notizie quotidiane

Ne ho accennato nel post su come gestire ansia e stress, ma voglio ribadire il concetto perché è fondamentale nel ridurre lo stress legato a un’emergenza nazionale (e mondiale) come quella che stiamo vivendo.

È assolutamente giusto volersi informare su quello che accade giorno per giorno, anche perché spuntano novità come funghi, sulle quali dobbiamo essere informati. 

Ma attenzione: non ci si può intrappolare nella gabbia delle notizie che passano dalla TV ai Social.

L’informazione non deve diventare lo spuntino quotidiano con cui nutrire ansia e disfattismo che condizionano, poi, tutto il resto della giornata. 

Abbiamo il dovere di portare avanti le nostre faccende quotidiane (figli, casa, relazioni, attività personali, lavoro…).

3. Non paralizzarti: agisci, inventa, crea!

Come premesso, uno dei maggiori istigatori dell’ansia è la sensazione di impotenza, ovvero quando tutto sembra andar fuori dal tuo controllo. 

Come ridurre lo stress, in questo caso provocato dalla sensazione della perdita di controllo?

Se era già un proposito cui pensavi da tanto, ma ancora non realizzato, è il momento di diventare socialmente utili. Dal volontariato all’assistenza sociale, alla semplice chiacchierata con un amico o un vicino in difficoltà, o che sai essere completamente solo.  

Diventare attivi fa sentire meglio. L’indolenza, al contrario, genera passività e crea terreno fertile per il fallimento. Questo vale per tutto, non solo nel caso del Covid.

Altrettanto vale per le attività di qualsiasi tipo, sia essa fisica, sia essa manuale o creativa. Fai, inventa, crea.

Probabilmente in tempi normali non hai mai avuto tempo di aggiustare una lampada, di mettere in ordine la cantina o di buttare via quei brutti bicchieri che non hai mai usato. 

Sono cose banali, forse, di fronte a tutto quello stiamo vivendo, ma sono cose essenziali, di quella praticità quotidiana capace di portarti lontano da tutto il resto.

Più utile ancora: prenditi cura della tua crescita personale e della tua formazione. Ci sono un sacco di libri stupendi da leggere, che ti fanno entrare in mondi paralleli, dove perdersi è un vero piacere. 

Come ci sono pure un sacco di corsi online, anche gratuiti, che puoi seguire per coltivare una passione che non hai mai avuto di portare avanti.

4. Occhio all’alimentazione e al movimento

Qui c’è poco da dire. Lo stile di vita deve rimanere un tuo cruccio quotidiano.

Non lasciarti andare pensando che il cibo sia consolatorio, o che possa riempire i momenti di vuoto. 

Da una recente analisi di Coldiretti – basata sui dati Crea, il Centro di ricerca alimenti e nutrizione – il 44% degli italiani è aumentato di peso negli ultimi mesi. E di certo, non aiutano smart working e palestre chiuse, con la conseguente difficoltà a fare movimento oltre all’aumento del tempo trascorso sul divano…

Anche in casa, in giardino o fuori, ci si può mantenere in allenamento. Un ottimo modo per ridurre lo stress è quello di fare esercizio fisico.

5. Mantieni i rapporti anche se a distanza

Ok, la distanza sociale dobbiamo osservarla, ma possiamo comunque mantenere i rapporti con gli amici, oltre che con i familiari. 

Per fortuna, ci sono tanti modi per farlo e nelle situazioni difficili anche una banale chiacchierata con un amico è un modo per ritrovare il sorriso.

6. Cambia visione per guardare oltre…

Anche se questo consiglio ti potrà sembrare inutile, voglio esortarti a cambiare visione per riuscire a guardare oltre il presente, pur vivendo nel presente ma senza restarne soggiogati.  

Cosa significa questo, accettare passivamente e mettere gli occhiali rosa per vedere tutt’altra realtà? 

No, significa scoprire la capacità di riformulare qualsiasi situazione in termini più positivi, diventando più resilienti di fronte ai problemi.

7. Cerca aiuto per ridurre lo stress e le sue conseguenze

Quando accorgersi che è il caso di cercare per ridurre lo stress e le sue conseguenze? 

I sintomi possono essere evidenti ma non presi seriamente e buttati nel calderone del “tanto tutto sta andando così…”, “per tutti è la stessa situazione…” .

Non ragionare in questo modo, pensa al tuo Sé. Cerca di capire a che punto sei tu: 

  • se senti che la tristezza prende il sopravvento troppo spesso
  • se non riesci a mantenere un ritmo sonno-veglia normale
  • se cambia il tuo rapporto con il cibo (ne abusi troppo o, al contrario, hai mancanza di appetito
  • se l’ansia ti penalizza le attività quotidiane, nella gestione dei rapporti, nella cura della tua persona o di quella dei tuoi figli
  • se ti mancano energia e motivazione. 

Se senti che questi sintomi si protraggono troppo oltre, potrebbe essere saggio cercare un aiuto per ridurre lo stress e per gestire emozioni e autocontrollo.