Volti colorati di figli transgender

Figli Transgender, cosa fare quando è difficile accettare?

Figli transgender, una realtà sempre più diffusa perché se ne parla più apertamente e perché la disforia di genere non è più considerata espressione di una patologia psichiatrica.

Malgrado ciò, la questione resta delicata quando si tratta di figli piccoli o adolescenti. E apre tante finestre su una condizione disagiata, patita da chi resta vittima di pregiudizi e antipatie nei confronti della diversità. 

Sofferta soprattutto dai genitori dei figli che a un certo punto della loro vita dichiarano apertamente di sentirsi altro da ciò che incarnano con la loro anatomia sessuale.

Per un genitore questa scoperta può arrivare come una batosta difficile da accettare, un vero e proprio trauma.

I sentimenti che si rincorrono in tanti genitori di figli trans sono diversi: disagio, vergogna, sensi di colpa, frustrazione, rabbia…

Ecco che in questi casi, un supporto psicologico può essere un valido aiuto per i genitori che faticano ad accettare il cambiamento dei loro figli.

ragazza al pride per diritti identità di genere

Identità di Genere e Sessualità, quanti tipi di Gender?

Un argomento piuttosto controverso quello di identità di genere e sessualità, che spesso si preferisce non trattare o comunque farlo nelle opportune stanze, con lo specialista preposto al supporto del paziente nel suo tortuoso percorso di accettazione.

Percorso segnato dallo sconvolgimento personale messo al vaglio della sessualità biologica e del ruolo sociale, che ci vede colorati di rosa o di blu… 

Ma cosa succede quando la nostra identità ha un colore diverso o si rappresenta con diverse sfumature di colore? 

In questo articolo vediamo cosa significano identità di genere, sessualità e ruolo sociale, e come affrontare la propria “diversità”.

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Il genere è una costruzione sociale

Parlando di identità di genere e sessualità dobbiamo per forza di cose partire da questo presupposto fondamentale: il genere è una mera costruzione sociale rappresentata in termini di femminilità e mascolinità, basato su una formula binaria che associa la femminilità alle donne e la mascolinità agli uomini.

Questa costruzione sociale perde di significato di fronte all’esistenza dei tanti tipi di identità di genere che possono non aver nulla a che fare né con il sesso biologico né con l’orientamento sessuale o con la sessualità.

Cosa significa sesso e genere non binari?

Il sesso di una persona viene definito sulla base di fattori biologici, organi riproduttivi, geni e ormoni. Al sesso viene associato un genere femminile o maschile. Questo è ciò che, poi, connota il nostro ruolo sociale, essendo la società organizzata secondo il modello binario ‘maschio o femmina’.

In realtà, però né il sesso né tanto meno il genere sono binari.
Una persona, infatti, può nascere con organi genitali e riproduttivi non conformi allo standard (intersessualità), e a un certo punto della sua vita può manifestare una identità di genere diversa da quella biologica (e per effetto di questa, diversa da quella sociale).

Cos’è l’Identità di Genere

Da quanto premesso, possiamo concludere che genere sessuale e identità di genere possono divergere, ossia non corrispondere. Ma cos’è esattamente l’identità di genere e come si rapporta alla sessualità? 

Il termine identità di genere fa la sua prima comparsa negli anni ‘60 in riferimento all’appartenenza alla categoria maschio o femmina. Evolvendo, poi, il concetto di genere ha finito per includere altre tante forme di identificazione. 

Per identità di genere si intende l’immagine che la persona ha di se stesso, la percezione interiore della propria identità indipendentemente dal sesso, espressa all’esterno attraverso uno stile, nomi e scelte di pronomi, comportamenti ecc., tutti mezzi identificativi di un particolare genere a cui sentiamo di appartenere.

Un uomo o una donna possono sentire la loro identità intimamente diversa da ciò che per cultura viene loro attribuito in virtù dell’identità biologica, sessuale.

Ma la percezione dell’identità di genere può essere anche più complessa di quanto si pensa, perché 

  • potrebbe variare nel tempo
  • può non limitarsi alle sole categorie di “uomo” e “donna”, infatti alcune persone si identificano con più generi
  • può non rientrare in nessuna categoria.

Questa alterazione comporta solitamente un disagio, uno scollamento tra ciò che fin dalla nascita ci viene attribuito e ciò che invece cresce dentro di noi come identità altra, allontanandoci dalla via maestra. Ma a nulla vale logorarsi… bisogna solo accettare la propria identità. 

In molti casi accettarsi richiede di fare un percorso evolutivo che per quanto mi riguarda sento fortemente motivato dalla mia formazione e dalle esperienze vissute in questo ambito.

Se ti stai trovando in una situazione difficile e non sai come affrontarla, richiedi un primo incontro online o in studio.

Identità di Genere e Sessualità

Esistono diversi tipi di identità di genere e sessualità. Le possibilità sono infinite e le vediamo a breve, ma identità di genere e sessualità non sono le due facce della stessa medaglia.
Infatti, dobbiamo distinguere tra eterosessualità/omosessualità/bisessualità e identità di genere. 

Una donna può sentirsi tale e rapportarsi sessualmente con un uomo (eterosessuale), ma potrebbe anche sentirsi donna e preferire sessualmente un’altra donna (omosessualità o bisessualità, se ci si sente attratti da entrambi i sessi).

Tuttavia, bisogna anche aggiungere che le preferenze sessuali non implicano sempre una scelta di vita.

Una donna che si sente attratta da un’altra donna potrebbe semplicemente vivere di rapporti occasionali a) per una naturale predisposizione alla bisessualità, oppure, in modo più o meno consapevole, b) per conformarsi alle aspettative della famiglia e/o della società. 

Diverso è il discorso sull’identità di genere e sessualità che possono anche non coincidere. 

Un uomo può sentirsi donna nel suo intimo pur mantenendo la sua preferenza sessuale per le donne. Altrettanto può succedere alla donna che sceglie di avere relazioni con uomini pur percependosi maschile.

Tipi di identità di genere

Cisgender / Cisessuale

Si usa questo termine per indicare l’identità di genere che coincide con quella biologica. 

Agender o Genderless

Indica una persona che non si identifica con nessun genere particolare. Un termine alternativo per rappresentare questa percezione di genere con caratteristiche sia maschili sia femminili è ‘androginia’.

Bigender

Connota la persona che si identifica con entrambi i sessi. Le persone bigender spesso interpretano ruoli sia maschili sia femminili.

Genere Non Binario e Gender Fluid

Queste definizioni si riferiscono a una non identificazione netta e definita con l’essere uomo (maschio, maschile) e con l’essere donna (femmina, femminile). Le persone gender fluid non vogliono rientrare in nessun schema sessuale né etero, né bisessuale o transessuale, perché la loro identità di genere e sessuale è fluida, cambia continuamente a seconda del trasporto per una persona o per l’altra.

Gender Queer

Con questo termine ci si riferisce a persone un’identità che non è legata al sesso né al genere di appartenenza. 

Poligenere e Pangender

Le persone che si identificano come poligenere o pangender sperimentano e mostrano caratteristiche di più di un genere.

Transgender

Il termine identifica persone la cui identità di genere non corrisponde al proprio sesso. Non è più, quindi, solo legato alla transizione sessuale, ma include identità ‘non binarie’ e ‘genderfluid’.

Come accettare la propria identità di genere? 

È importante innanzitutto entrare nell’ottica che non esiste alcuna etichetta o categoria alla quale appartenere. Si nasce con una mappa genetica, cromosomica, ormonale… ma via via si diventa persone con le proprie esperienze, sensazioni ed emozioni. 

L’identità di genere è un affare personale, un sentire intimo che non riguarda nessuno all’infuori della persona. Quindi è opportuno prendere le distanze da qualsiasi influenza ostacolante per concentrarsi, invece, sul percorso di riconoscimento e collocazione nel proprio spazio vitale e relazionale.

In secondo luogo, laddove ve ne fossero, è utile uscire quanto prima dal bugigattolo dei sensi di colpa per non essere ciò che volevano mamma, papà o la società, che frenano lo sviluppo emotivo necessario per trovare se stessi e andare oltre qualsiasi ostacolo. 

Ricorda che l’identità di genere può essere diversa dal sesso biologico, dal genere stabilito dal ruolo sociale e perfino dalla sessualità. E può anche variare nel tempo.

riconoscere un narcisista

Come Riconoscere un Narcisista (i tanti volti di uno stesso problema)

In questo articolo vediamo come riconoscere un narcisista dai segnali più evidenti a quelli meno lampanti, che tratteggiano il profilo del tipo di personalità introversa, o narcisista covert (nascosto), che è più difficile da individuare ma altrettanto nocivo, se non disposto a farsi aiutare.

Il Profilo del Narcisista è oggetto di sempre maggiore interesse e ricerca. Forse perché questo disturbo è molto più comune di quanto si pensi? 

Sono tante le persone che lamentano incontri con vulcanici individui fascinosi, pronti a dare il loro peggio non appena cade la maschera…

Ma, in realtà, la maschera la mette chi non sa come riconoscere un narcisista. Un po’ perché tutti abbiamo qualche tratto narcisistico, un po’ perché il profilo del narcisista può assumere diverse forme, restando anche nell’ombra… e un po’ anche perché perdiamo lo spirito critico quando veniamo presi all’amo e non riusciamo a liberarci.

educazione affettiva bambini

Educazione all’affettività per bambini di 4° e 5° elementare

Il progetto Educazione Affettiva per bambini di 4° e 5° elementare di Montù Beccaria vuole favorire il potenziamento delle emozioni positive in età evolutiva, insegnare i valori universali e portare a un livello superiore le conoscenze dei vari aspetti dell’affettività.

Il percorso proposto consente agli alunni di focalizzare l’attenzione sulla dimensione relazionale dell’affettività, facendoli riflettere su atteggiamenti e comportamenti individuali e collettivi.

uomo stressato e con disturbo psicosomatico

Come curare i Disturbi Psicosomatici con l’Ipnosi

Cosa sono i disturbi psicosomatici e come curarli con l’aiuto dell’ipnosi? 

Il disturbo psicosomatico, chiamato anche disturbo da sintomi somatici o dolore somatico, non è sempre preso seriamente da chi pensa che il proprio malessere sia legato per forza di cose a problemi di natura fisica, organica.

Ecco che invece dobbiamo riconoscere piena autonomia al malessere psicosomatico e capire come risolverlo.

Il mio approccio terapeutico è quello che si basa sulla terapia ipnotica, già 4000 anni fa nota agli Egizi, e che oggi viene considerata terapia principale, e/o integrante, nella cura di numerosi disturbi psichici e comportamentali, nonché di quelli psicosomatici. 

Ma vediamo come tutto questo si traduce nella pratica, cosa sono i disturbi psicosomatici e come l’Ipnositerapia può aiutare a guarire dalle più comuni e invalidanti malattie psicosomatiche.

relazioni tossiche d'amore

Relazioni Tossiche, cosa sono, come riconoscerle e come gestirle

Causa di grandi frustrazioni e umiliazioni, le relazioni tossiche possono devastare le persone che ne vengono coinvolte e che non riescono a uscirne.

Da premettere che una relazione tossica non riguarda soltanto la coppia legata dal sentimento, bensì può riguardare qualsiasi contesto, i rapporti tra familiari, amici e colleghi.

Non è sempre facile riconoscere le relazioni tossiche e capire che ci si sta vivendo dentro con tutte le scarpe, perché se è vero che ci sono segnali evidenti e riconoscibili, ce ne sono altri che restano nel sottobosco e che possono essere dei seri campanelli d’allarme da non trascurare.

In questo articolo vediamo quali sono i segnali di una relazione tossica e come gestirla per non soccombere.

Terapia Narrativa

Terapia Narrativa in Psicoterapia individuale e di coppia

Siamo fatti di storie, le storie ci appartengono da sempre perché sono il frutto universale della mente che vuole attribuire un significato alle persone, agli eventi, alle relazioni, alle emozioni e alle sofferenze. 

La “storia” entra anche nella stanza dello psicoterapeuta che, attraverso la terapia narrativa e dei vari metodi in cui agirla, può trattare il disturbo.   

La storia può avvalersi di parole scritte oppure del racconto orale, ma può usare anche immagini simboliche, metaforiche, potenti conduttori di significati capaci di sciogliere nodi intraducibili a un livello cosciente.

curare la depressione con ipnosi

Curare la Depressione con Ipnosi

La depressione è uno dei disagi più frequenti che non conosce geografia. È diffusa in tutto il mondo e monitorata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, proprio per la sua elevata incidenza.

In questo articolo voglio affrontare i diversi aspetti della depressione, metterne a nudo le sfaccettature affinché chiunque ne stia soffrendo, o chiunque abbia una persona vicina depressa, possa capire di cosa parliamo e come sia possibile curare la depressione con Ipnosi per uscire da questo stato di malessere, riaccendere l’autostima, superare l’isolamento sociale e riuscire a superare le avversità.

Attacchi di panico

Come gestire gli attacchi di panico e l’ansia

Come possiamo gestire attacchi di panico e ansia per affrontare i sintomi fisici ed emotivi che si manifestano tipicamente, come l’iperventilazione, la mancanza di aria, la tachicardia o la sensazione di impazzire?

Per rispondere alle domande di chi mi contatta chiedendo consigli e supporto, scrivo questo articolo su due condizioni molto frequenti e legate tra loro ma con alcuni sintomi diversi, che possiamo imparare a controllare. 

Ipnosi pericolosa? Due volti coperti che si baciano

Quando l’Ipnosi è pericolosa e che differenza c’è tra Ipnosi da Spettacolo e Ipnosi Terapeutica?

Anche se la domanda sembra banale e la risposta ai confini del retorico, penso sia utile comprendere che al di là di ogni differenza, sia nell’ipnosi da spettacolo sia nell’ipnosi terapeutica non può esistere l’effetto collaterale della manipolazione. 

Tuttavia, ci sono casi in cui l’ipnosi è pericolosa, quando per esempio pensiamo di poterla usare con pazienti che soffrono di alcuni disturbi, e poi bisogna certamente distinguere l’ipnosi da spettacolo dall’ipnosi terapeutica.

Tanti miei pazienti, all’inizio del percorso terapeutico, sono dubbiosi e si chiedono se l’ipnosi è pericolosa proprio perché pensano di perdere il controllo della loro mente e delle loro azioni, suggestionati dalle esibizioni dell’ipnosi da palcoscenico che mostrano persone “addormentate” rispondere ai comandi dell’ipnotista.

Ecco perché è mia grande premura spiegare in questo contesto del blog – che mi lascia libera di condividere (tempo permettendo) tutto ciò che ritengo utile divulgare – la differenza e i punti in comune tra ipnosi da spettacolo e ipnosi terapeutica, e quando l’ipnosi diventa pericolosa.

Contatti e Recapiti

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