La depressione non è una scelta, né una debolezza del carattere, ma una vera malattia che necessita di cure adeguate per ritrovare il benessere con il giusto supporto.

È vero che talvolta si possono vivere momenti di normale difficoltà emotiva, legati ad eventi esterni che condizionano temporaneamente l’umore. Tuttavia, se gli episodi depressivi mostrano una certa ricorrenza e danno luogo a sintomi invalidanti, è necessario intervenire affinché la depressione non diventi una condizione di vita che impedisce di vivere. 

L’episodio depressivo va diagnosticato sulla base di criteri standardizzati da uno specialista. Una volta riconosciuto, richiede un trattamento mirato e personalizzato.

Si può guarire dalla depressione?

Secondo uno studio pubblicato nel 2012 su The Lancet e condotto dall’Institute for Health Metrics and Evaluation presso la University of Washington, si prevede che entro il 2030 la depressione maggiore diventerà la principale causa di disabilità a livello mondiale. 

La depressione maggiore, la forma “standard” di depressione, ricorre con sintomi che si protraggono per almeno due settimane e può essere episodica e ricorrente, ripresentarsi anche a distanza scatenata da qualche evento esterno che ha un impatto determinante sulla persona.

Questo non significa che non si possa uscire dalla depressione, nelle sue diverse forme. Anzi, è possibile prevenire gli episodi ricorrenti e anche guarire dalla depressione, a patto però che la si prenda sul serio e non la si consideri semplicemente come un banale periodo di tristezza passeggero.

La depressione maggiore, come anche le altre forme depressive, pur con gravità diverse, non vanno sottovalutate né si risolvono spontaneamente. Richiedono un’adeguata valutazione clinica e un trattamento mirato.

Come riconoscere la depressione per chiedere aiuto

Spesso non se ne percepisce la gravità, ma in presenza di depressione ci sono segnali e campanelli d’allarme che indicano la necessità di un supporto specializzato. 

Per capire se la depressione necessita l’aiuto di un professionista, si possono considerare alcuni sintomi chiave:

  • Umore depresso e tristezza persistente
  • Perdita di interessi e piacere nelle normali attività
  • Stanchezza e calo dell’energia
  • Insonnia o ipersonnia
  • Cambiamenti nell’appetito e nel peso
  • Difficoltà di concentrazione e pensieri negativi ricorrenti
  • Agitazione o rallentamento psicomotorio
  • Sentimenti di inutilità e colpa eccessivi

Una volta compresa la gravità della depressione, è fondamentale chiedere aiuto senza sottovalutare i propri sentimenti, anche se intorno gli altri sembrano non capire o sminuire il problema. Consigli riduttivi e semplicistici come “esci e vedrai che passa”, “iscriviti in palestra” o “è una questione di forza di volontà” possono rivelarsi inefficaci e, anzi, controproducenti.

Non è una questione di forza di volontà, non è un problema di persone da vedere né semplicisticamente può essere una palestra a rimettere in piedi una persona che sta soffrendo di depressione. 

Dare un volto alla depressione

Per superare la depressione bisogna dapprima riconoscerla e poi conoscerla. Più che domandarsi se la depressione passa da sola, è importante chiedersi come posso aiutarmi in base alla forma di depressione che sto vivendo.

Ci sono diversi tipi di depressione, se così vogliamo intenderla per delinearne meglio alcune caratteristiche.

La depressione maggiore: diagnosi primaria, caratterizzata da: tristezza, perdita di interesse, calo dell’energia e dell’autostima, disturbi del sonno e dell’appetito per almeno 2 settimane. La depressione maggiore può insorgere in qualsiasi periodo della vita, mentre altre hanno peculiari fattori di rischio (post-partum, stagionale).

Il disturbo depressivo maggiore può essere ad episodio singolo o ricorrente. Per episodio singolo si intende una singola episodio depressivo maggiore. Per disturbo depressivo maggiore ricorrente si intendono due o più episodi depressivi maggiori.

Episodio singolo

  • Un unico episodio con sintomi depressivi gravi, non preceduto/seguito da altri episodi nei successivi 6 mesi.

Ricorrente

  • Due o più episodi distinti nel tempo, separati da almeno 2 mesi di remissione parziale o totale.

Psicotica

  • Oltre ai sintomi depressivi, presenza di deliri o allucinazioni non spiegabili da altre cause.

Stagionale

  • Episodi che si ripetono e peggiorano in autunno/inverno e migliorano in primavera/estate.

Post-partum

  • Esordio entro 3 mesi dal parto, con rischio maggiore nelle prime 4-6 settimane.

Persistente (distimica)

  • Sintomi depressivi cronici e di lieve-moderata entità per almeno 2 anni. 

Resistente ai farmaci

  • Mancata risposta a due trattamenti antidepressivi adeguati per durata e dosaggio. La depressione resistente al trattamento è contraddistinta dalla mancata risposta a terapie antidepressive efficaci nella depressione maggiore.

La depressione maggiore è considerata la forma “prototipica” di depressione, quella su cui si basa la definizione standardizzata di questo disturbo. Per questo motivo è anche detta “depressione unipolare”.

Rappresenta l’episodio depressivo primario, contraddistinto appunto dalla presenza di umore depresso, anedonia, bassa autostima e altri sintomi cognitivi/somatici per almeno 2 settimane.

La depressione maggiore può presentarsi con sintomi molto marcati tali da causare disfunzioni significative nella vita della persona.

Tuttavia non è necessariamente più grave di altre manifestazioni depressive croniche (distimia) o con sintomi psicotici, che possono avere un impatto molto severo sulla qualità di vita.

La depressione passa da sola? Ecco perché non si può guarire da soli dalla depressione

Ci sono diversi motivi per cui non si può affrontare da soli la depressione clinica, senza un adeguato supporto professionale.

Innanzitutto, numerosi studi confermano che si tratta di una vera e propria patologia neurobiologica, associata a fattori genetici e squilibri neurochimici (Fonte: American Psychiatric Association). Aspettare che “passi da sola” equivale a trascurare il trattamento di qualsiasi altra malattia.

Dunque, quando ci si chiede se la depressione passa da sola, bisogna ricordare questo elemento della malattia.

Inoltre, la depressione porta spesso a distorsioni cognitive che alterano la percezione di sé e della realtà. Senza l’aiuto di una guida competente può essere difficile identificare tali distorsioni.

Il supporto di professionisti esperti è fondamentale per imparare strategie di coping e gestione efficaci, nonché per ritrovare motivazione e speranza.

Affidarsi a figure competenti e specializzate aumenta significativamente le possibilità di guarigione, grazie a trattamenti personalizzati basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate.

La depressione si cura

Come si esce dalla depressione? 

Venendo ai metodi di approccio, oggi abbiamo a disposizione trattamenti efficaci basati sulla psicoterapia, l’ipnosi, la farmacologia quando occorre e, molto spesso, si tratta di un approccio integrato. 

La psicoterapia cognitivo-comportamentale per esempio insegna tecniche per modificare i pattern mentali depressogeni e migliorare le abilità sociali. 

La medicina, con gli antidepressivi, aiuta a riequilibrare gli aspetti biochimici. Un trattamento tempestivo e personalizzato è sempre la scelta più saggia per superare la depressione.

In alcune circostanze, quando la condizione clinica lo permette, si può anche guarire da depressione senza farmaci, ma ciò non vuol dire che la depressione passa da sola, è sempre indispensabile il supporto del professionista che può intervenire con altri metodi di cura, come appunto la tecnica ipnotica per la depressione.

Dalla depressione si guarisce definitivamente?

La possibilità di una remissione duratura dopo un episodio depressivo dipende da alcuni fattori principali:

  • La presenza di un sostegno terapeutico che possa avere anche una durata, ma che sia efficace nella gestione dei sintomi.
  • Gravità dei sintomi e presenza di comorbidità: ansia, disturbi dell’umore.
  • Le depressioni a esordio precoce, specialmente in età adolescenziale, hanno maggior rischio di ricorrenza nel corso della vita.
  • Trattamenti precedenti: pazienti con storie di depressione ricorrente o resistenza ai trattamenti hanno più probabilità di nuove ricadute.
  • Fattori di stress: eventi di vita stressanti possono riattivare la vulnerabilità depressiva in chi ha già sofferto di disturbi dell’umore.