Psicoterapia ipnotica: come funziona, cosa cura e chi può farla?

La psicoterapia ipnotica suscita tanta curiosità e interesse di sperimentarne l’efficacia. Questa tecnica infatti può curare disturbi e problemi che a livello conscio non riusciamo a risolvere.

Come anticipato nel post dove introduco l’ipnosi terapeutica, torno a parlare della psicoterapia ipnotica, oggi sempre più usata all’interno del percorso riabilitativo.

Sono tante infatti le evidenze scientifiche – pubblicate dalle maggiori riviste specialistiche – Rivista Italiana di Psicoterapia e Ipnosi e l’European Journal of Clinical Hypnosis – che danno ampio e oggettivo riscontro dei suoi pregi terapeutici.

In questo articolo scendo nel dettaglio di questa tecnica, per rispondere alle tante domande che ricevo: cosa cura, come funziona, chi può farla e quanto può durare un percorso di psicoterapia ipnotica.

Mi piace sempre ribadire questo concetto che penso sia l’essenza della ricerca di ognuno di noi, anche quando non sappiamo sia realizzabile: trovare uno spazio e un tempo per sentire la perfetta sintonia di corpo e mente, per raggiungere nell’immediato quello stato di benessere profondo dimenticato, e per sentirsi finalmente rassicurati da un cambiamento personale interno, che riverbera i suoi effetti positivi anche all’esterno.

È questo lo stato ipnotico: una condizione piacevole di equilibrio in cui scoprire ed elaborare le proprie risorse inconsce per ritrovare il benessere psicologico.

A questo proposito, inizierei rispondendo alla domanda:

Cosa si cura con l’ipnosi?

La psicoterapia ipnotica trova applicazione in tantissimi ambiti.

Come specialista mi occupo della

  • cura dell’ansia
  • attacchi di panico
  • depressioni

oggi problemi molto diffusi che impediscono la realizzazione dei propri obiettivi, siano essi personali, relazionali o professionali.

Da questi disturbi ne derivano altri che diventano oggetto della terapia ipnotica.

Alle varie forme di depressione e ai disturbi d’ansia, infatti, si accompagnano spesso anche disturbi da somatizzazione, risultato di un cattivo rapporto tra corpo e mente che possiamo riequilibrare con l’ipnosi terapeutica.

Dietro i disturbi psicosomatici si nasconde un forte stress emotivo che alimenta emozioni negative ingestibili senza il riconoscimento delle cause scatenanti, e che alterano il funzionamento del sistema nervoso attaccando gli organi più deboli fino alla comparsa di sintomi quali per esempio:

gastrite, colite ulcerosa, tachicardia, asma bronchiale, sindrome iperventilatoria, impotenza, anorgasmia, pruriti, psoriasi, acne, dermatite atopica, cefalea tensiva, crampi muscolari, dolori della cervicale, disturbi alimentari, ecc

L’elenco potrebbe continuare perché sono davvero tanti i disturbi da somatizzazione che dipendono dalla risposta del nostro organismo allo stress.

L’ipnosi aiuta a ridurre lo stress e a gestire le emozioni negative che scattano come automatismi in risposta agli eventi della giornata.

Uso l’ipnosi per indurre il cambiamento delle abitudini più dannose che si vorrebbero eliminare, come le dipendenze dal fumo e dal cibo, e per superare alcune delle paure più frequenti (come per esempio quella di guidare).

Le difficoltà relazionali trovano anch’esse grande beneficio dalla psicoterapia ipnotica, con il recupero della capacità comunicativa spesso responsabile dell’allontanamento emotivo dal partner.

Tanti casi riguardano invece il potenziamento per lo studio e per lo sport, raggiungibile grazie alla consapevolezza delle reali capacità sepolte vive da piccoli o grandi traumi che hanno seminato insicurezza, disistima, paura di mettersi in gioco.

Al cambiamento dei pensieri e dei comportamenti abitudinari (automatismi) che ne derivano, segue la presa di coscienza e la scoperta di una nuova consapevolezza che apre le porte a nuovi pensieri, atteggiamenti e abitudini più sane e produttive.

Come funziona la tecnica dell’ipnosi terapeutica?

Ora entriamo nel dettaglio della tecnica ipnotica. In realtà non una ma diverse, che lo psicoterapeuta consapevole saprà riconoscere come migliore a seconda della persona e dei suoi bisogni.

Per quanto mi riguarda, prima ancora della tecnica in fase iniziale mi preme instaurare con la persona un rapporto di fiducia, dove possa circolare il libero scambio di pensiero e idee.

Non è raro che si arrivi in psicoterapia con paure, dubbi, domande, pregiudizi ecc. In questi casi bisogna prima di tutto allentare la tensione e mettere l’altro a suo agio, spiegando in cosa consiste lo stato ipnotico, come avviene e quali sono le sensazioni o le condizioni psicofisiche che si avvertiranno durante lo stato di trance.

Per esperienza personale/professionale a parte la ovvia diffidenza per qualcosa che non si conosce, la paura più grande è quella di perdere il controllo o di dire cose che si temono.

Una paura legittima a ben guardare che nasce proprio dal problema: il controllo rigido e asfittico delle ‘pulsioni’ non comprese (o temute) che congeliamo nel nostro intimo, invece di comprenderne le potenzialità. Questo atteggiamento mentale può dipendere da tante cause, ma spesso si tratta ancora una volta di abitudini apprese nel quotidiano e di un allontanamento dalla parte più autentica del sé.

Tornando alla 1° fase, il passaggio dalla diffidenza alla fiducia nell’ipnotista, e al sentirsi a proprio agio, è fondamentale affinché il paziente raggiunga lo stato di trance indotto dalla tranquillità e dalla calma che diventano condizioni neuro-psico-fisiologiche.

È a questo punto che la mente raggiunge il piacere dell’abbandono e la capacità di elaborare e affrontare il problema o la difficoltà senza alcuna fretta o pressione, semplicemente seguendo il proprio ritmo personale.

Che cos’è la la trance ipnotica?

È quello stato di benessere profondo in cui mente e corpo entrano in perfetta armonia. Nello stato di trance ipnotica la persona arriva alla massima concentrazione diretta verso la sua parte più inconscia. Ed è questa la condizione migliore, ossia la più fertile, per vedere il problema diventarne consapevoli, per apprendere e cambiare.

Quanto è profondo lo stato di trance?

Esistono diversi stadi di trance: lo stato ipnoide, la trance leggera, quella media e quella profonda. Ne va da sé che più si scende in profondità minori saranno le interferenze consce. Ma non si deve per forza indurre uno stato di trance profonda per ottenere dei mutamenti psicofisiologici.

Attraverso alcune modificazioni neurofisiologiche lo specialista capisce che il paziente è entrato nello stato di trance:

  • il respiro diventa più profondo
  • il paziente segue le istruzioni del terapista
  • cambiano il colorito e le percezioni cinestesiche 
  • avviene un rallentamento motorio nel paziente 
  • il paziente è totalmente concentrato su sé stesso.

Durante lo stato di trance lo specialista può usare delle suggestioni finalizzate allo stato di benessere che si vuol indurre nel paziente, e che non devono mai andare contro le sue convinzioni personali.

Suggestioni intraipnotiche e postipnotiche

Le suggestioni intraipnotiche sono di tipo operativo e hanno un effetto immediato.

Le suggestioni postipnotiche, invece, agiscono nello stato cosciente producendo un effetto a lungo termine. In sostanza le ricordiamo e continuano a lavorare nella psiche affinché la persona possa elaborare a livello inconscio l’apprendimento e il cambiamento.

Come avviene il risveglio dalla trance ipnotica?

Si torna allo stato di veglia attraverso suggestioni che accompagnano il risveglio, attraverso il conto alla rovescia oppure stimolando la percezione sensoriale dell’ambiente circostante.

Quanto dura la psicoterapia ipnotica e chi può farla?

Chiunque può fare la psicoterapia ipnotica e mediamente ha una durata breve: 10 sedute

In caso di patologie più invalidanti – che si nascondono dietro il sintomo più evidente – possono essere necessarie più sedute.

Per fare un esempio, una persona può riportare i sintomi dell’ansia, ma magari dietro l’ansia si nasconde un disturbo di personalità molto più invalidante. In questo caso l’ansia diventa solo la punta dell’iceberg, perché in realtà il vero problema da trattare è il disturbo di personalità.

E adesso veniamo a un aspetto molto importante che vorrei rispondesse a una domanda che solleva un pregiudizio diffuso.

L’ipnosi può indurre a far qualcosa contro la proprio volontà?

Questo è uno di quei dubbi che ci tengo a chiarire e ad affrontare insieme al paziente ancor prima di iniziare la psicoterapia ipnotica. Se non vengono fugati tutti i dubbi e se persiste anche la minima ombra sull’affidabilità del terapeuta o sull’efficacia della terapia, è inutile iniziare.

Durante la seduta di psicoterapia in ipnosi non è possibile fare nulla che sia in contrasto con la volontà e le convinzioni della persona, o con la sua personalità.

Non c’è nulla di manipolativo in una tecnica riconosciuta e usata ufficialmente da psichiatri e psicoterapeuti qualificati.

L’ipnosi non può alterare la coscienza di sé e non ha nulla a che spartire con magie o con eventi soprannaturali.

Ciò detto, resto sempre disponibile per un primo contatto via mail o telefonico, per rispondere ad altre domande e per dare tutte le informazioni che desideri.

Dott.ssa Elisa Cassi – Psicologa e Psicoterapeuta

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