Shopping terapia, ne hai mai sentito parlare? Hai mai provato quella sensazione piacevole legata all’acquisto di qualcosa di particolarmente sfizioso? Quel qualcosa capace di portare una ventata di allegria in una giornata buia e tempestosa?

Ebbene… non esiste una shopping terapia! Esiste però un senso di gratificazione che ogni persona può darsi nel momento in cui ha fatto un grande sforzo, impegnandosi per ottenere un risultato che anche se non è ancora arrivato, intanto ha portato a un dispendio di energie.

Oggi voglio parlare di quei meccanismi psicologici che si manifestano quando facciamo shopping, e cosa ci fa sentire così bene dopo aver fatto qualche acquisto.

Shopping e l’esperienza dei sensi che lo rende così irresistibile

Il meccanismo per cui si è sviluppato lo shopping nella nostra società prevede l’utilizzo di diversi canali sensoriali:

  • la vista, gli odori, ma anche le parole sussurrate o sentite…
  • la musica che si ascolta come sottofondo all’interno di un negozio
  • il passaparola che sostiene la positività degli acquisti
  • la disponibilità a livello tecnologico di tutti i prodotti che possiamo acquistare.

Tutti questi meccanismi che hanno a che fare anche con la riprova sociale e il senso di appartenenza di cui abbiamo bisogno per riconoscerci appartenenti a un gruppo, creano all’interno della nostra mente un senso di soddisfazione, di riempimento, di calma e benessere.

Ecco perché viviamo lo shopping come un momento di pura spensieratezza e buonumore, come una ventata di aria fresca per la nostra mente.

Attenzione allo shopping compulsivo

Non sempre sappiamo mettere il freno a una tentazione, e fin qui ok. Però rispetto allo shopping, questo non deve essere considerato una terapia anti stress o anti depressione. Se questo accade, può sfociare rapidamente in patologia che prende il nome di shopping compulsivo.