• 30 AGO 19
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    Mettere il MUSO è un comportamento aggressivo

    Smettere di parlare a qualcuno è una strategia a cui molte persone ricorrono per “esprimere” rabbia, disapprovazione o per rimproverare qualcuno. Quanto è efficace questo metodo per superare un problema o affinché una persona cambi? Perché scegliere di non parlare quando il rancore ti arde dentro?

    Un silenzio può avere una moltitudine di significati, alcuni dei quali davvero violenti. La maggior parte delle volte, questo atteggiamento risulta altrettanto o addirittura più nocivo dell’aggressione diretta, perché il silenzio rappresenta un vuoto suscettibile a qualsiasi interpretazione.

    Il silenzio aumenta la distanza. E la distanza non è solita essere un buon alleato per la comprensione o per restaurare legami rotti o danneggiati. Viceversa, aumenta ulteriormente il divario.

    I motivi principali forniti da chi optano per questo strumento sono:
    – Preferisco smettere di parlare con una persona piuttosto che essere coinvolto in una discussione in cui ci si scambiano insulti.
    – Questa persona non mi ascolta. Le ho già chiesto di cambiare, ma non ho ottenuto alcun risultato. E allora è meglio non dire niente, anche perché… a che pro?
    – Deve chiedermi scusa per ciò che mi ha fatto (o mi ha detto, o non ha fatto, o non ha detto). Finché non l’avrà fatto, non le parlerò.
    – Perché parlare se poi tanto ci ritroviamo al punto di partenza? Meglio interrompere la comunicazione e vedere se capisce che non ho intenzione di cedere.

    È anche vero che a volte è meglio tacere. Quando siamo molto esaltati, per esempio. L’ira porta ad esagerare e a voler ferire l’altro, anziché indurre ad esprimere davvero quello che si pensa o prova. Partendo da questi presupposti, non c’è niente di meglio che smettere di parlare per riacquistare il proprio contegno. In tali circostanze, si tratta di una decisione intelligente.

    Ma smettere di parlare per punire o affinché l’altra persona “si arrenda” raramente porta buoni risultati. A volte dobbiamo affrontare la sfida che presuppone esprimere la nostra ira o arrabbiatura, senza però ferire l’altro. La soluzione non consiste nello smettere di parlare, bensì nel cercare e trovare i mezzi per gettare dei ponti verso la comprensione.

    PROVIAMOCI !

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